martedì 29 luglio 2008

Qualche osservazione sul blog 5- Blog e scrittura

Alcuni hanno acutamente osservato che non sempre i commenti inseriti tengono conto di quanto detto nei precedenti interventi. E’ vero: proprio per questo considero particolarmente significativi e presto particolare attenzione a quei commenti che dialogano con altri commenti. E’ l’intreccio delle relazioni che rende significativo un blog. Come sarebbe stato importante da parte mia (ma con così tante persone è una impresa troppo ardua) intervenire per sollecitare, fornendo apposite domande e materiali, riscritture ed approfondimenti. Alcuni commenti (ma qui comprensibilmente gioca la scarsa esperienza, la disponibilità estremamente ridotta dell'aula multimediale, il mese di luglio…) sono stati telegrafici: ma su questo mi piace pensare che si tratti solo di un inizio…Faccio notare una cosa a tutti coloro che nutrono una qualche freddezza nei confronti delle nuove tecnologie: cosa si è fatto in questo blog? Abbiamo scritto (se c’è uno strumento digitale più vicino ad una civiltà della scrittura è sicuramente il blog…). E attenzione: non è la scrittura della chat (che spesso e giustamente non viene neanche salvata) e neanche la scrittura di messaggini. Molto spesso, e ci sono tanti commenti che possono fare da esempio, ci si trova di fronte a scritture curate ed elaborate (a prescindere dai contenuti più o meno condivisibili…). Cosa pensate del rapporto tra blog e scrittura?

6 commenti:

Tiziana46b ha detto...

Credo che il blog sia a metà strada tra la scrittura troppo sintetica e convulsa di messaggini e chat e la scrittura più accurata di un testo, di un articolo, di un libro.
Spontaneo e riflessivo quanto basta: dà voce ai nostri pensieri più nascosti e talvolta celati, non per il poco coraggio di esprimerli in pubblico, ma perchè (almeno a me capita così) la scrittura riesce a dare un filo logico ai pensieri.
Intelligente ma nello stesso tempo "poco impegnativo": non ci chiede di disquisire di grandi questioni ma ciascuno può raccontare un pò di sè, guardare e lasciarsi guardare........una stanza privata in cui si è tutti uguali e con la stessa voglia di comunicare.

Anonimo ha detto...

Ciao Tiziana, come al solito le tue riflessioni mi piacciono molto e sono sempre attinenti al tema proposto. Mi piace la tua definizione del blog come una "stanza privata in cui si è tutti uguali e con la stessa voglia di comunicare". A questa riflessione mi è venuta in mente l'immagine del Decameron di Boccaccio, dove un gruppo di ragazzi si riunisce e racconta delle storie a tema prestabilito ma personalizzandole a seconda delle proprie inclinazioni. Sì, anche noi abbiamo fatto lo stesso rispondendo ai post proposti dal prof. e se vogliamo tutti eravamo accomunati dallo stesso scopo ed inseriti nella stessa cornice( la ssis, ottenere l'abilitazione,riuscire nel laboratorio). Con il blog abbiamo costruito una realtà parallela e con le nostre storie, esperienze e proposte abbiamo lasciato una traccia non estemporanea, come un sms, ma complessa se pur breve.Pe dare forma ai nostri pensieri e per descrivere nuove relazioni tra le cose: in questo caso tra didattica e nuove tecnologie, abbiamo meditato brevi testi scritti significativi in quanto suscettibili di nuovi sviluppi e meditazioni nonchè utili ad apprendere nuove relazioni tra cose e fatti finora non meditate.Un testo scritto se significativo serve a farti cambiare il modo di vedere e usare le cose e molti interventi penso mi siano serviti proprio a questo.

Anonimo ha detto...

Scusate ma anche se con ritardo voglio fare un commento a quanto detto in precedenza perchè ritengo indubbiamente inopinabili le osservioni fatte (anche se spontaneità e riflessività sono un'antitesi che non condivido)ma cosa pensate del contesto? In effetti questo è un ambiente virtuale dove si può essere liberi di esprimersi attraverso la scrittura ma questo luogo ha una finalità che è quella di superare l'esame, e poi quale traccia può lasciare di sè un blog a tempo? Non stiamo pubblicando un testo da archiviare in una biblioteca! Dunque ben venga lo sforzo che richiede una riflessione intelligente (sicuramente non la mia!) ma non confondiamo un complicato ed allo stesso tempo semplice mezzo di comunicazione con qualcosa che probabilmente neanch'esso ha la pretesa di essere! Se poi la scrittura divenga un importante e sapiente ausilio di questo mezzo tanto meglio sia pur con i limiti che la stessa tecnologia impone.

Anonimo ha detto...

Scrivere è certamente un modo per lasciare spazio a pensieri, sentimenti ed emozioni che spesso è difficile esternare con le parole e magari in aula con 130 persone e il prof.come in questo caso. Sono pienamente d'accordo con Francesco che il contesto sia molto importante e significativo e non debba essere sottovalutato.

Anonimo ha detto...

Come ho gia' avuto modo di dire, e' la prima volta che partecipo ad un blog, ma il tipo di scrittura adottato mi sembra familiare, nel senso che e' molto vicino a quello che si utilizza negli sms inviati con il cellulare:un messaggio chiaro,breve e conciso e che ti da' la possibilita' di esprimerti con maggiore serenita' e liberta,non avvertendo il peso dell'imbarazzo e del giudizio che invece, condiziona una qualsiasi conversazione in pubblico.

Anonimo ha detto...

Personalmente credo che scrivere in un blog sia diverso che chattare, come ha giustamente fatto notare il prof....
Ma la differenza forse sta nel fatto che chi "chatta" cerca qualcosa, mentre chi "scrive" nel blog ha da dire qualcosa.....
Rachele27B