mercoledì 16 luglio 2008
Videogiochi, second life…avete esperienze da raccontare?
Negli ultimi incontri, durante il dibattito che c’è stato in aula, sono emerse interessanti esperienze sia in relazione a second life sia, soprattutto, in relazione all’utilizzo di videogiochi in contesti di apprendimento. Il videogioco sta assumendo, sia pure con alcune voci discordanti, un ruolo sempre più importante (anche per quanto riguarda i percorsi di formazione…). Quali le vostre esperienze ed opinioni a proposito?
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52 commenti:
Ho provato solo una volta (qualche mese fa) a giocare a second life ma sinceramente non mi ha esaltato, forse perchè non ho capito bene come funziona. Premesso che a mio avviso i videogiochi potrebbero essere un valido strumento per propinare nozioni ai ragazzi che si appassionano su tali giochi, un elogio particolare va fatto alla console wii: è eccezionale, di un realismo estremo e rivoluziona il concetto di gioco, in quanto obblica l'utente a muoversi, a fare sport, e vi assicuro che il gioco appassiona per il suo realismo e alla fine ci si ritrova in un bagno di sudore. In particolare c'e' la pedana wii che aiuta a fare esecizi di postura ed altro. Finalmente un gioco che aiuta...
volevo fare un intervento sulla discussione di ieri a proposito degli insegnanti della vecchia generazione. Secondo me la scuola ha bisogno di insegnanti motivati e che abbiano passione per il proprio lavoro, a prescindere dalla loro età. Le motivazioni devono essere alla base dell'insegnamento perchè, secondo la mia esperienza, gli alunni notano benissimo la passione che gli insegnanti ci mettono nel propri lavoro. questo discorso può essere esteso anche alle nuove tecnologie, che possono portare l'alunno ad apprendere con percorsi diversi e più appropriati al nostro periodo fatto di pc, internet, videogiochi e....... attendo delle risposte.
lascio il mio intervento pur non amando molto i videogiochi e pur non avendo nessun tipo di esperienza di second life, vita virtuale e quant’altro. Credo nelle potenzialità didattiche delle nuove tecnologie ma onestamente mi riesce difficile immaginare di proporre lezioni “virtuali”. Preferisco di gran lunga l’approccio diretto e reale. Non nascondo che l’idea che sempre più persone investano tanto tempo prezioso nel giocare con un video gioco on line piuttosto che vivere la vita vera mi lascia piuttosto perplessa…
Un caro saluto a tutti!E mannaggia al caldo!
Premettendo che non sono un grande appassionato di videogiochi, devo ammettere che prodotti come Empire Art o Age of Empire possono svolgere una valida funzione didattica per capire, anche a livello visivo (data l'accuratezza dei prodotti in questione), la storia, gli usi e i costumi delle società antiche. A mio avviso, dunque, è possibile e utile sfruttare i videogiochi in una dimensione educativa e didattica per rendere concreto e tangibile il lavoro svolto in aula (sarebbe interessante, ad esempio, utilizzare, in una ipotetica lezione di storia contemporanea, il gioco Call of Duty per mostrare ai ragazzi le strategie e le armi usate nel secondo conflitto mondiale). E' importante, però, non dimenticare una delle funzioni principali dei videogiochi, cioè il divertimento. Mi è capitato di giocare a Pro Evolution Soccer con il nipote di 10 anni di un mio amico e sembravo io il vero bambino!Addirittura continuavo a fargli goal nonostante il suo disappunto proprio perchè, in quel momento, mi ero dimenticato dell'età e dei ruoli, ritornando ad essere un fanciullo che, anche un pò "sadicamente", vuole primeggiare sul suo compagno!E' proprio questo il potere e, forse, la "pericolosità", dei videogiochi!
I videogiochi proprio non sono la mia passione...mai riuscita a giocarci. Applicarli nella didattica? No Grazie!!!...corriamo il rischio di perdere di vista lo scopo principale: l'apprendimento!
Ciao Prof
questo commento è per il blog di Daniele ed Enrico Maria. Si ricorda sono la ragazza che non riesce a pubblicarlo!!!
Mi rendo conto che questa non è la sezione giusta però ci tenevo che i ragazzi conoscessero il mio parere riguardo al loro interessantissimo blog.
Ciao cervelloni!!! Ebbene si, per me chi conosce il greco lo è! Mi sembra molto interessante questa proposta di far conoscere qualcosa di letteratura greca e latina. Ne sono stata sempre affascinata in particolar modo dalla mitologia. Dal momento che sono entrata in confidenza vi voglio dare un suggerimento... illustrate a tutti quanto è bella la mitologia e quanto è possibile imparare da quelle leggende!Beh.. era solo una proposta poi fate ciò che volete!
In ogni caso sarò ben lieta di visitarlo soventemente perchè ME GUSTA PARECCHIO!!!
PS. Mi piace anche l’idea di “ricordare” il tema delle lezioni posto di volta in volta e magari riflettere a casa su ciò che si è discusso o su cosa ci ha resi interpreti e partecipativi. Il tema videogioco o gioco tradizionale vedrà mai netti schieramenti? Ma… io ho i miei seri dubbi. Tutto serve ma un vecchio proverbio insegna: “Il troppo stroppia!!!”.
Ciao e buon lavoro.
Ragazzi allora che ne pensate del gioco tradizionale o del videogioco! Io ho già espresso il mio parere al corso e ribadisco che è impossibile pensare alla società attuale priva delle tecnologie informatiche. Ma è importante riscoprire la semplicità di quei giochi che hanno accompagnato e caratterizzato la nostra infanzia. Dite un po’.. ma voi avete mai giocato a campana? Vi siete mai immedesimanti nella donna bionica o nelle Charly Angels ( non ricordo se si scrive così) o nell’uomo dai sei milioni di dollari? Io sono cresciuta con questi giochi forse poco innovativi ma molto divertenti. Si sviluppava la socializzazione, lo spirito di collaborazione, la voglia di stare insieme agli altri e il movimento.
Non sono a sfavore dei giochi interattivi però reputo essenziale gestire il tempo che si deve dedicare ad essi. Il computer o la playstation possono essere degli escamotage -da parte di chi educa- per parcheggiare i propri figli e stare tranquilli che stiano bene e non in mezzo alla strada?
È sbagliato utilizzare questi strumenti capaci di stimolare altri tipi di apprendimenti solo in questo senso.
Reputo essenziale dare spazio a tutto ciò che il mercato tecnologico offre ma con moderazione. Si che siamo i figli del nuovo millennio ma ricordiamoci da dove siamo venuti!
Il mondo si è modificato mediante l’intelligenza dell’uomo, la quale a volte ci distrugge. Non facciamo del nostro progresso un regresso! In Cina dopo 11 ore di gioco alla playstation un ragazzo è morto per attacchi epilettici.
A questo punto la domanda è.. riflettiamo sulla gestione e la modalità di questi strumenti da dare ai ragazzi, oppure creiamo automi che non sanno nemmeno cosa sia un “orrore” di ortografia?
Mi fermo qui, ma potrei continuare ancora, ancora e ancora.
Ps. Per il Prof. in ogni caso la tecnologia mi piace!
I videogochi possono essere senz'altro d'ausilio all'apprendimento, i videogiochi di oggi ssono molto diversi da quelli di 15-20 anni, esistono, come già ricordato al corso videogiochi di strategia ambientati in epoche storiche diverse, dai Sumeri alla II G.M., che sono molto coinvolgenti e sempre più realistici che possono comunque tramsmettere conoscenze. Questo ovviamente non esclude affatto le metodiche tradizionali, ma (altro italico vizietto) spesso vengono criticati da persone che non sanno cos'è un videogioco se non per sentito dire; ma come si fa ad esprimere un giudizio obbiettivo su qualcosa che non si conosce a fondo? Chissà perchè queste critiche vengono sempre da chi non ha familiarità col metodo scientifico......
P.S. il bambino morto di epilessia era evidentemente già geneticamente predisposto, l'epilessia ha basi genetiche, un attacco gli sarebbe comunque venuto prima o poi.
Dico brevemente la mia...
Io capisco le perplessità espresse da filomena11b e in larga parte le condivido, nel momento in cui si tocca il tasto della "socializzazione" che attraverso il gioco si manifesta a mio avviso nella sua forma più compiuta a quella età, tuttavia non è "colpa" dei videogiochi l'isolamento delle nuove generazioni quando di una progressiva "delega" da parte dei genitori ad altro (scuola, tv, pc) di quelle che dovrebbero essere loro competenze: educare e porre dei limiti a determinati comportamenti. Io posso portare ad esempio la mia esperienza, in quanto non mi sono fatto mancare nè il divertimento videoludico nè quello tradizionale, ma mi rendo conto che per me era più facile in quanto abitante di un paese di poche migliaia di persone, dove è tuttora possibile giocare a pallone per strada...
In ogni caso non possiamo chiudere gli occhi di fronte a quella che è una situazione in atto (e da un bel po'): i ragazzini passano molto tempo a giocare ai videogiochi. E io dico che, con moderazione, attenzione e progettazione di specifici interventi didattici, dovremmo riuscire a trasformare quello che potrebbe sembrare un problema in una occasione formativa.
second life un mondo virtuale
dove ci si puo avere una nuova identita'e non solo
utile anche per la formazione a distanza fad http://www.e-fad.it/cmz480-2494-10974/
http://www.e-fad.it/cmz480-2494-10761/documenti,_appunti/second_life,_scuola_e_didattica/second_life_e_didattica/a.html#read
ma per me ci deve essere un giusto equilibrio tra nuove tecnologie e la didattica tradizionale
omar
Vorrei porre alla vostra attenzione anche un'altro modo di educare con i videogiochi, forse meno immediato ma, secondo me, interessante. C'è un gioco degli anni '80, si chiama "Alone in the Dark" che è molto suggestivo: è una "avventura grafica" in terza persona di ambientazione horror (avventura grafica significa che per terminare il gioco bisogna risolvere degli enigmi) basata sul classico tema della casa stregata. A prima vista potrebbe sembrare inutile ad una impostazione didattica (anche se la stessa risoluzione degli enigmi stimla l'intelligenza logico-matematica) se non fosse che l'intera storia del gioco è ispirata alle opere di Howard Phillip Lovecraft, uno dei più famosi scrittori di genere fantastico del Novecento. Il gioco riesce a rispettarne le atmosfere appieno e durante l'esperienza ludica il protagonista fittizio può persino leggere dei "libri" che riportano brani dei racconti dello scrittore! Ovviamente il tutto potrebbe fornire numerosi spunti per approfondire una discussione sulle tematiche del racconto gotico e fantastico di primo Novecento (l'azione si svolge negli anni '20).
devo ammettere che la mia ultima esperienza con i videogiochi risale ormai a tanti anni fa...quando correva l'anno del sega master sistem II!!(mamma, quanto comincio a sentirmi "anziana"...!).
Per quanto non rifiuterei mai di giocare alla playstation, non sono assolutamente a favore dei videogiochi in ambito educativo, perchè, per quanto si debba star dietro, principalmente per necessità, alle nuove tecnologie, non è detto che OGNI FORMA DI TECNOLOGIA debba essere necessariamente impiegata in tutti i campi. Mi spiego meglio: credo che la qualità dell'istruzione oggi sia notevolmente scaduta (perchè è scaduta!) proprio perchè ci si preoccupa troppo di volere "star dietro" ad i ragazzi a tutti i costi, pur di attirare la loro attenzione. Io sono assolutamente favorevole all'uso del computer, anche nelle scuole (l'ho anche ribadito nel mio primo post), ma deve esserci un limite a tutto! I videogiochi nascono per dilettare, non per istruire. Per quest'ultima cosa esistono i tanto cari, e pure odiati, libri (che tutti pare vogliano portare ad un triste destino...). Ma soprattutto, perchè si verifichi effettivamente l'apprendimento, serve qualcosa di più, che, se dovesse venire a mancare, non potrebbe essere sostituita con nessun altro escamotage: la volontà e la costanza.
Non voglio assolutamente rivestire il ruolo della pedante con questo intervento, ma per me l'utilizzo del videogioco resta relegato all'ora della merenda. Poi, per carità, se nel videogioco si ricostuisce la vita nella Roma antica, ben venga! Ma la storia romana te la vai a sudare sul libro!
Per quanto riguarda second life ed i viedogiochi, onestamente non trovo alcun tipo di interesse, anzi, mi resta alquanto difficile capire che relazione ci possa essere tra questi strumenti e l'insegnamento didattico.
Il mondo cambia, è in continua evoluzione, cambiano gli usi, i costumi e quindi anche i giochi; pensare di poter fermare tutto e tornare indietro è impossibile. Noi rappresentiamo uno spartiacque tra due generazioni ed è per questo che riusciamo a vedere la doppia faccia di una medaglia chiamata "era digitale" ma chi come i ragazzi di oggi conosce solo questa?
Io non ho mai avuto esperienza di videogiochi e tantomeno di second life ma sono cose che mi affascinano e credo che abbiano delle potenzialità in campo educativo, si tratta solo di capire quale sia il modo migliore di utilizzarli per imprimergli una finalità didattica, ed in questo concordo con quanto detto da Daniele. Credo che possano essere il mezzo attraverso cui far avvicinare il mondo della scuola al mondo dei ragazzi, senza per questo soppiantare ogni altra modalità didattica, ma semplicemente un canale di comunicazione immediato e coinvolgente, un qualcosa che possa essere utilizzato tanto in classe per "apprendere" tanto a casa come svago. Ovviamente dobbiamo essere consapevoli di tutti i pro e i contro che possono presentare e per far questo, qualora ci trovassimo come insegnanti davanti la questione se utilizzare o meno questa nuova tipologia di strumenti, occorrerà innanzitutto documentarsi in maniera opportuna e successivamente sperimentarli perchè finchè non lo facciamo non potremmo mai sapere quale che tipo di impatto possano avere sugli studenti.
Second Life: come dire che esiste un mondo parallelo, un secondo modo di vivere, una seconda vita. Come quando si parla delle doppie vite degli uomini, nel suo significato più ampio (uomo e donna). Doppiogiochismo. Second Life: sulla scia di Matrix, il mondo virtuale in cui viviamo e di cui ancora non ci siamo accorti. In tanti hanno provato, in tanti si calano in personaggi che rappresentano il loro falso "ideale". Quell'ideale che purtroppo nasce da una incapacità analitica dei messaggi che ci arrivano dalla società più che consumistica, direi assottigliatrice dell'intelligenza. Non mi meraviglierei trovare in Second Life tronisti, veline e quant'altro!
Il mondo di internet credo che sia un mondo molto democratico, che però hai il grande difetto di essere privo di sentimenti! E' stato reso mal interpretabile, corruttibile e in pochi ne riescono a cogliere appieno l'utilità! E' un mondo in cui possono essere abbandonate tutte le difese, abbattuto ogni muro che ci frena. Siamo persone represse! Tutti.
Bene, accolgo con piacere la proposta di Daniele. Questo gioco degli anni ’80 Alone in the Dark mi intriga, in particolar modo l’ambientazione horror e il tema della casa stregata. Mi fido di questo ragazzo “fumettista” perché mi piacciono anche i suoi disegni terrificanti! L’unico problema è riuscire a reperire una playstation. Magari se qualcuno portasse la playstation al corso e Daniele il gioco sarebbe una soluzione. Farò questa proposta al Prof. martedì.
Ciao a tutti e buona domenica.
Se qualcuno porta la playstation e proviamo ad analizzare qualche videogioco per me va bene!
A me i videogiochi , o meglio questi nuovi giochi della nintendo piacciono molto (li trovo molto stimolanti), e credo che anche se non saremo mai al passo dei nostri studenti, avvicinarci un po al loro mondo ci puo' solo aiutare ad aiutarli.
mi piace l'idea del prof di analizzare qualche gioco della playstation
Ragazzi se vi interessa Alone in the dark io ho una copia (che posso portare al corso) di questo videogioco originale dei primi anni 90' ( non 80', dov'era la grafica tridimensionale negli anni 80!)ma dubito che funzioni su un computer moderno visto che era predisposto per il DOS e per Win 3.1
Non ho esperienza alcuna con i vdeogiochi....non mi sono mai piaciuti, forse anche perchè non ho mai provato a giocare. Non ne ho avuto mai alcuno interesse. I giochi che invece mi piacciono molto sono quelli di logica, forse perchè li sento più vicini a me e alla mia anima matematica. Se vi va provate ad andare sul sito "http://www.itaer.it/lavori/test/Test_primo2.htm" ce ne sono di carini! Non vi preoccupate non servono particolari conoscenze in materia. Ciao a tutti
Non avevo mai pensato ai videogames come "mediatori didattici"... in effetti, potrebbero essere uno strumento molto utile per stimolare la curiosità e l'interesse degli studenti per lo studio. Confesso che non sono mai stata un'appassionata di videogiochi, tuttavia mi rendo conto che i ragazzi di oggi lo sono... quindi dobbiamo aggiornarci anche in questa direzione! A proposito di aggiornamenti, data la mia quasi-totale ignoranza in materia, esistono videogames relativi ad argomenti scientifici (biologia, chimica, scienze degli alimenti...)?
Personalmente non ho mai avuto esperienze in second life ma per quanto siano scarse le mie conoscenze sull'argomento ho letto e visto che il gioco copre quelle che sono le finalità per cui ci si entra, ovvero motivi di carattere economico. E' come se si avesse la possibiltà di vivere appunto una seconda vita e di provare ciò che non si è riusciti a fare in quella reale... Ferrari, Armani e tante altre case hanno intuito il business e hanno inserito i loro edifici come se si trattasse di un mondo reale. Non sò, forse bisogna adeguarsi ai tempi ma ciò non può portare ad una alienazione totale delle persone che credono di vivere qualcosa che non c'è ma che porta tutte le conseguenze di una vita reale???
Un caloroso saluto a tutti!
Personalmente non ho mai utilizzato second life e non sono nemmeno appassionata di videogiochi. Però ciò che è stato detto nelle ultime due lezioni mi è sembrato interessante; anche se sono del parere che la lezione si deve fare con i cari vecchi libri, questo non vuol dire che non bisogna fare uso del computer, anzi è fondamentale l'uso delle nuove tecnologie, però per i videogiochi non ho molta passione e quindi penso che siano da utilizzare per semplice svago e divertimento.
ciao a tutti e a domani...a lezione!
Salve a tutti! Come alcuni colleghi non ho mai avuto esperienze di second life ma ho avuto qualche esperienza con i videogiochi...penso che come tutte le nuove tecnologie non bisogna nè eccedere nè avere un pregiudizio. Credo che i videogiochi possano essere usati come mezzo alternativo per insegnare cercando però le giuste modalità per adattarli alla didattica cioè per calarli nella realtà scolastica. Inoltre, potrebbero essere usati perchè tutti sappiamo quanto siano coinvolgenti per i ragazzi di oggi...insomma io un pensierino sui videogochi lo farei e perchè non ipotizzare un modo per utilizzarli a scuola?
Ho trovato particolarmente interessante la scorsa lezione, perchè incentrata principalmente sul dibattito "gioco tradizionale" vs "videogioco", che ha visto delinearsi le posizioni più svariate al riguardo. C'è stato chi ha fortemente criticato l'utilizzo da parte dei ragazzi di videogiochi perhè deleteri per la la loro salute mentale e fisica; chi, invece, ha sottolineato l'importanza del gioco tradizionale come forma di socializzazione; chi infine ha ribadito il fatto di prendere coscienza di una realtà come quella tecnologica che c'è e della quale non si può fare a meno. Bene, la mia posizione nei confronti del tema proposto risulterà paricolare e alquanto strana a molti, visto che non sono e non sono mai stata, anche da bambina, una grande appassionata di videogochi, ma nello stesso tempo ritengo indispensabile nell'odierna società la conoscenza e l'utilizzo di strumenti tecnologici anche per facilitare la stessa vita quotidiana. Vivendo in un paesino di poche centinaia di abitanti era molto più facile ritrovarsi con i propri coetanei e divertirsi in giochi di gruppo che spesso riproducevano la vita reale.
Attraverso il gioco quindi, eravamo in grado di creare un nostro spazio e un nostro tempo che sapevamo gestire con molta facilità e che ci aiutva ad interagire e a rapportarci l'uno con l'altra. Devo ricordare poi, che per molti il videogioco era un lusso che non potevano permettersi e che forse nemmeno conoscevano, e di cui si poteva fare benissimo a meno. Crescendo in questo contesto si può immaginare quale predisposizione io abbia nei confronti di strumenti di tecnologia avanzata, ma nello stesso tempo mi rendo conto, e per questo mi rammarico, che per me è un limite che difficilemnte riesco ad accettare. In una società, come la nostra, a forte avanzamento tecnologico in tutti i campi del sapere, non vedo perchè non si posssano applicare anche nel campo dell'educazione meccanismi all'avanguardia che collaborino con la didattica tradizionale per il raggiungimento di un unico obiettivo l'"apprendimento". Semmai il problema, almeno nel mio caso, sarebbe: come formare insegnanti capaci di fronteggiare adolescenti così esperti?
Non ho esperienze da raccontare ma ricordo che da bambino per 'caricare' un gioco era necessario un'eternità: avevo un 'acorn 32' che utilizzava la cassetta per caricare i viedogiochi, e se si inceppava qualcosa era la fine!! Non c'era l'immediatezza, la velocità di oggi. Siamo quotidianamente immersi nel progresso che accompagna la crescita dei nostri ragazzi.
Quando uso la macchina fotografica digitale, la prima cosa che mio figlio mi dice è: "FAMMI VEDERE". Alla sua età io non avrei potuto farlo, avrei potuto soltanto dire: "quando sono pronte le foto, le hai sviluppate??"
I videogiochi...son cresciuta col il commodore 64...e dopo aver distrutto centinaia di joistick (chi ricorda il gioco dell'atletica???), ho capito che non erano per me, così ho abbandonato l'idea di riuscire a giocarci! Però era un bel momento di COLLABORAZIONE tra amici: chi premeva un tasto, chi un altro, chi il joistick...e la vittoria era assicurata!
Comunque ritornando ad oggi... esistono i giochi per allenare la mente, per imparare a cucinare, per crescere un cucciolo, per fare fitness, per imparare a suonare la chitarra...personalmente non riesco a capire cosa ci si trovi di costruttivo...sarò ANTICA, ma preferisco poter giocare col mio cane dal "vivo", poter "assaggiare" quel che cucino e SOCIALIZZARE (e credo che questo sia l'aspetto più importante!) con altre persone facendo sport!
I videogiochi sono simulazione, la vita è realtà!
Salve a tutti!Come altri miei colleghi, non ho avuto esperienze con second life.Certo è però che con i videogiochi abbiamo giocato tutti quanti!Sicuramente i videogiochi di ultima generazione non si limitano a farti guidare una macchina in un circuito:oggi si possono testare le proprie capacità espressive o la propria capacità di ragionare in maniera logica...per non parlare della console wii! Sicuramente è stata una grande invenzione per FAR SUDARE i ragazzi di oggi un po' troppo passivi per fare sport...indubbiamente realistica...indubbiamente divertente...ma indubbiamente è più divertente e costruttiva una partita a calcio con i propri compagni!
...e perdonatemi se sono di parte!
Ho pubblicato su slideshare una mia presentazione su teoria del gioco e dello sport,http://www.slideshare.net/guest1d05cb/gioco-e-sport-nelle-diverse-et, resto molto critico sull'utilizzo dei video game in chiave educativa.
Ciao a tutti, il gioco in tutte le sue forme è maestro di vita, da la possibilità di sperimentare di fantasticare ed imparare.........quelli della mia generazione sono nati con i classici giochi di strada (nascondino, mazz e pivz,la corsa dei tappi ecc.), fino a passare al mitico commodore 64 uno delle prime piattaforme per giocare in casa, oggi ci sono videogiochi interattivi che purtroppo con molte pecche ma anche molti vantaggi accompagnano i nostri ragazzi nella crescita (positiva o negativa non sta a me giudicarlo).
Io personalmente adoro i videogiochi, non mi sono mai cimentato in second life, ma ho amici che si sono alienati pur di giocare, ritengo che i videogiochi se utilizzati in maniera corretta sono un valido strumento per imparare e crescere divertendosi, giochi come secon life, giochi di storica , altri di maggiore impegno, come gli scacchi o il sudoku servono a tutti per migliorare l'attività cerebrale, sempre se presi con le dovute precauzioni. A lezione vi ho parlato di America's army un gioco utilizzato dal governo degli Stati Uniti, per avvicinare i giovani al reclutamento (peraltro molto ben riuscito, con un aumento del 30% di arruolati). Potrei parlare per ore sui pro e contro di questa nuova realtà, ma non voglio annoiare nessuno, dico solo che sono favorevole per un'impiego del gioco in tutte le sue forme, per aiutare a crescere i nostri ragazzi.
Non ho nessuna esperienza in merito a videogiochi o quant'altro e quelli che possono essere uno strumento di didattica mi sono assolutamente nuovi. Incuriosita? Non molto, ma probabilmente perchè non li conosco. Se sono importanti per l'apprendimento? "USARE CON CURA" cioè non da considerarsi sostitutivi dei testi e delle lezioni ma solo un simpatico complemento ad essi.
Tra i videogiochi che possono essere utili a “comprendere” la storia più che impararla credo che vadano citati gli strategici della serie “Total War” , che sono un po’ gli eredi dei noti Age of Empires. Sono ambientati dal Giappone feudale, a Roma antica, nel Medioevo e il nuovo nel XVII e XVIII secolo, (quello attualmente in circolazione è Medieval 2 Total War). La caratteristica di questi giochi rispetto ai vecchi strategici è che non si devono gestire piccoli insediamenti ma intere Nazioni e Imperi relativi alle fazioni del periodo in cui è ambientato.
Medieval 2: Total War è un gioco gestionale nel quale, a prescindere dalla fazione scelta, abbiamo a disposizione alcuni territori gestibili nei modi più disparati. Ogni territorio è contraddistinto dalla presenza di una città o di un castello, roccaforti che devono essere abbattute o comunque conquistate se ne si vuol prender possesso. Bisogna lavorar sodo per lo sviluppo della nostra civiltà, soprattutto se si vuole che essa abbia il predominio sulle altre! Ogni città ha un certo numero d’abitanti e produce un reddito stagionale, tale reddito è necessario ad implementare la città stessa attraverso la costruzione di nuovi edifici o attraverso l’upgrade di quelli già esistenti. Vanno costruite le strade se si vuole che il commercio proliferi e le casse dell’impero si arricchiscano, vanno creati a tal proposito mercati e porti nei quali le genti daranno inizio alle trattative per la compravendita d’ogni tipo di bene materiale. Altrettanto importante è la costruzione delle chiese, luoghi di controllo sulla popolazione che daranno benessere e felicità al volgo, così come gli anfiteatri, nei quali sarà possibile organizzare corse giornaliere, mensili o annuali. L’ordine pubblico ha una vitale importanza nella gestione dei territori, se esso è basso il popolo si ribella, il che è male, per ovviare a questo problema è annoverata la costruzione di torri e stabili, nei quali la prefettura e le milizie svolgeranno il loro compito di tutori dell’ordine.
Nei luoghi di giubilo, di fede e d’amministrazione pubblica vengono formate alcune unità molto interessanti. Tra queste spicca il prete, una figura che, con la sola presenza, converte la popolazione pagana o infedele alla religione cattolica: La figura del prete è fondamentale perché è l’unica (eccetto l’assassino che vedremo in seguito) a poter processare ed ardere gli eretici che infestano casa nostra. Il prete, come tutte le unità del resto, dopo aver svolto il suo compito, acquisterà fama e competenza e magari sarà promosso cardinale dalla Santa Sede, cosa che lo renderà ancora più efficace nella sua lotta all’eresia e che lo accrediterà un giorno ad esser eletto come Papa!
La spia invece è un’ unità di ampio raggio d’azione, essa percorre un bel pezzo di mappa intrufolandosi ovunque desideriamo e rivelandoci informazioni talvolta fondamentali. Tali informazioni potrebbero essere il numero ed il tipo di milizie presenti in un castello (o in una città) che magari desideriamo attaccare. La spia, una volta introdotta in un insediamento nemico, ha una buona possibilità di aprirci i cancelli della città nel caso noi decidessimo di attaccarla.
Come il prete, anche la spia acquista esperienza, quando ha successo. La sua infallibilità talvolta viene arrestata se nella città in cui ha tentato di intrufolarsi c’è una grande presenza di milizie e di edifici di controllo dell’ordine pubblico e nel caso venisse scoperta sarà allontanata o addirittura uccisa.
Essendo il mondo di Medieval 2: Total War ricco di risorse, il gioco ci fornisce la figura del mercante, ossia un’unità che aprirà mercati laddove saranno presenti risorse e scambierà quest’ultime con i mercanti delle altre fazioni. Inutile rispiegarvi il concetto dell’esperienza, vale infatti anche per il mercante.
L’assassino è un’altra fondamentale figura nel panorama di Medieval 2: Total War. Infatti è colui che sabota gli edifici avversari creando il malcontento fra la popolazione o impedendo la costruzione di determinate unità, almeno fin a quando i complessi danneggiati non vengano riparati da chi di dovere. L’assassino sgozza i generali delle fazioni avversarie demoralizzando le truppe che magari attaccheremo dopo che il nostro fido sicario gli avrà ammazzato il capo. Egli può uccidere chiunque, ma non è detto che ci riesca, sta a noi scegliere.
In fine c’è l’intoccabile diplomatico, l’unità che curerà i rapporti con i nostri vicini, che offrirà doni ad essi per ammorbidirli e farceli amici, che tratterà la pace nel caso ce ne fosse bisogno e che proporrà alleanze. Le alleanze, non sono gestite come vere e proprie collaborazioni fra imperi, bensì come patti di non belligeranza fra le diverse fazioni. Talvolta infatti capita di trovarsi circondati da diverse fazioni che tentano di invaderci da ogni punto cardinale, trattare la pace e l’alleanza con qualcuna di queste eviterà che esse ci attacchino, favorendo lo spiegamento di forze verso i punti nevralgici più sensibili all’invasione. Talvolta il diplomatico potrà proporre agli alleati di attaccare questa o quella fazione in cambio di denaro o d’accesso militare nelle nostre province.
Altra innovazione è la religione: ben più influente che in medieval, essa può decidere il destino di governanti e sovrani: se musulmani, dovrete continuamente spedire gli imam a predicare tra la popolazione per mantenere alto il livello di ordine, se cristiani, sarete subissati dal potere del papato, realtà geopolitica che nessun sovrano cattolico può avere come nemico, dato che il Santo Padre ha diretto controllo sulle inquisizioni, sulle crociate e sulle scomuniche (avere un sovrano scomunicato o sul rogo non è esattamente l'ideale per mantenere un alto livello di stima popolare) ed ha la tendenza a dare spesso incarichi ai vari sovrani europei per aumentare il potere della Chiesa
Tuttavia è possibile attuare un moderato controllo dello stato pontificio tramite le elezioni papali, caldeggiando la nomina di un cardinale della propria fazione o di alleati. L'ultima figura di nuova introduzione è il mercante: posizionando uno di questi personaggi lungo una rotta commerciale, esso aumenterà permanentemente gli introiti, ma allo stesso tempo sarà possibile inviare un mercante di un'altra fazione per tentare di mandarlo in rovina e, se il tentativo riuscisse, andrebbero persi anche parti del tesoro nazionale. Sono state reinserite le principesse, con funzione simile a quella dei diplomatici. Assassini e spie sono stati resi più efficienti e più influenti grazie alla maggior importanza data ad eventuali vizi segreti scoperti in personaggi avversari.
La parte più spettacolare del gioco è però indubbiamente quella tattica , relativa cioè alle battaglie, l’altro lato della serie Total War.
Ogni volta che i vostri eserciti entrano in contatto coi nemici potrete prendere il controllo diretto dei vostri uomini sul campo di battaglia e partecipare, così, alle battaglie su larga scala tra le più belle che i videogiochi abbiano mai messo a disposizione di noi utenti.
Le battaglie sono realizzate in modo incredibilmente realistico (se ad esempio si marcia su un terreno fangoso dopo la pioggia, i cavalli non sono in grado di correre velocemente) e perfettamente rispondenti ai classici principi della guerra dell’epoca: arcieri, fanteria, cavalleria, artiglieria ecc. , le unità sono diverse a seconda della civiltà che si sceglie. Se siete incuriositi visitate il sito ww.totalwar.com , è anche in italiano.
Non ho esperienze di videogiochi né di second life...quello che vorrei semplicemente dire è che l'uso didattico delle tecnologie è sicuramente interessante e, al giorno d'oggi, quanto mai utile per destare l'attenzione dei nostri allievi. Penso che bisognerebbe insegnare ai ragazzi come utilizzare in maniera adeguata le risorse offerte, ad esempio da internet: spesso quest'anno mi sono vista propinare riassunti, temi di italiano e recensioni di libri scaricati dal web senza che nemmeno li avessero letti... il problema è che al 90% delle volte scaricano la prima cosa che trovano senza nemmeno controllarne l'attendibilità. Quindi come si può ovviare a questo problema?
Credo sia interessante la possibilità di sperimentare nuove esperienze educative nell'ambito di second life (è possibile creare dei gruppi di lavoro_tipo aula virtuale); un mio collega di modena che insegna chimica ha costruito un laboratorio virtuale con la sua classe (una 4a tecnico)riuscendo a scuotere molto interesse tra gli studenti che ogni giorno simulavano esperimenti. Ovviamente quelli veri avvenivano in classe ma credo che se possono esserci stimoli per gli studenti non vadono trascurati per pigrizia o ignoranza.
Il Festival della Robotica Educativa.
viconsiglio di fare un giro su questo sito:
http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=1536
Io l'ho trovato interessantissimo!
Sono d'accordo con Daniele, dobbiamo saper cogliere l'occasione formativa offerta dai videogiochi. Quindi mi sembra importante non solo inserire i videogames nella programmazione didattica, ma dobbiamo educare i ragazzi al loro uso. A mio avviso questi potrebbero essere un ottima occasione per instillare la curiosità ad apprendere ed approfondire un nuovo argomento oppure rappresentare la parte finale di un percorso formativo, ovvero lo studio potrebbe essere finalizzato alla costruzione di un videogame, così che gli alunni capiscano che, a monte, il gioco nasconde una mole di lavoro e che la parte ludica e solo quella finale e meno faticosa.E' come dire: "prima l'utile e poi il dilettevole".
Anch'io al pari di molti altri colleghi, come ho avuto modo di constatare leggendo i vari commenti lasciati sul blog, non amo i video giochi in genere e tanto meno li considerato validi nell'ambito educativo-didattico. Condivido l'opinione di chi apprezza il contatto diretto con gli alunni: non si può far vivere i ragazzi continuamente in un mondo virtuale, si rischia di allontanarli sempre di più e di non riuscire a recuperare un rapporto umano che è fondamentale a tutti i livelli.
Non ho esperienze di secon life, ma ho giocato una volta al gioco della playstatin THE SIMPS: forse è qualcosa di simile?! La sensazione dopo aver smesso e non essermi resa conto che era passata un'ora non è stata bella: avevo la mente vuota e senza pensieri. Ho poi pensato ai ragazzi che ci giocano così tanto: poverini, ecco perchè non sono abituati più a parlare!! Si immergono totalmente in questi giochi e perdono il contatto con la realtà,anzi pensano che la realtà vada così: tasto destro e il prof non mi interroga, sinistro e compare un bel voto....
Credo che il mondo dei videogiochi sia molto affascinante, anche se per me è quasi sconosciuto. Utilizzare i videogiochi come strumento didattico? Ma! Forse utilizzati in alcune occasioni potrebbero arricchire, completare o rendere più fruibili alcuni argomenti!Chissà, forse un giorno li sperimenterò! Solo allora potrò dare un giudizio più obiettivo.
Un saluto a tutti. Vi confesso che gioco spesso con videogiochi sportivi, (calcio, basket) mentre non ho molta pratica con i giochi di ruolo e di strategia. Faccio tutto questo solo per rilassarmi: quando sono stanco di fare ricerche sul Web passo del tempo divertendomi con videogiochi online.
Non vedo negativamente l'uso didattico dei videogiochi: penso che possano rappresentare un originale input per ogni percorso didattico. Aggiungo però che ogni modulo didattico può ricorrere ad input plurali e intersettoriali: non possiamo avviare un iter didattico senza leggere un passo letterario arricchito da adeguate considerazioni storiche, oppure proiettando un film. Bisogna fare attenzione al pericolo che gli studenti siano troppo legati ad un unico input: si corre il rischio che il videogioco o la proiezione di un film diventino l'argomento centrale, e non più solo quello iniziale, del percorso didattico. Ritengo preferibile raggiungere un punto di equilibrio nell'individuazione di input precisi, magari riservando all'elemento videogioco un ruolo accessorio, di rinforzo delle competenze già acquisite dagli studenti.
La mia non è una critica all'uso didattico del videogioco: sono invece pienamente favorevole all'adozione di piattaforme interattive informatiche, o software didattici, caratterizzati dalla presenza di modalità interattive di videogioco.
Nella mia vita ricordo due esperienze: la prima è una rappresentazione della "Pompei Virtuale", ossia un software dedicato alla narrazione della vita della città campana nel I secolo d.C. Questo strumento, di cui ebbi visione qualche anno fa nel corso di una visita scolastica guidata, permetteva, seppur in via rudimentale, di avere un contatto diretto con il mondo della civiltà romana attraverso una ricostruzione virtuale della vita nella Pompei dell'epoca. Modalità interattive erano presenti in quanto erano previsti dei quiz relativi ad elementi basilari appresi nel corso della presentazione.
La seconda esperienza è più recente: nel 2003 ho visitato una celebre mostra, organizzata presso la Galleria degli Uffizi ed intitolata "Dove il sì suona. Gli italiani e la loro lingua", dedicata alla lingua ed alla letteratura italiana.
Nello scenario, ricco di testimonianze scritte (autografi di Boccaccio, Tasso, Leopardi), gli organizzatori avevano inserito una piattaforma interattiva consistente in un quiz di riconoscimento di brani della letteratura italiana: una modalità divertente per saggiare la preparazione personale.
Concludo affermando di non essere contrario all'impiego di modalità del genere in ambito didattico.
Personalmente non sono una grande esperta di videogiochi, almeno di quelli più recenti. Sono sicuramente una accanita giocatrice di qualche gioco tipo Tetris o giochi di memoria, ma non riesco a concentrarmi sui giochi 3D, o quelli "a puntate". Ciò che vedo in un videogioco è un momento di relax e svago, di allontanamento dai "doveri" mentali quotidiani. Purtroppo, pur sforzandomi di trovare utili e stimolanti questi strumenti, non mi riesce molto facile prevederne l'uso a fini didattici. Sembrerà anacronistico, ma mi sembra di far torto al "vecchio caro libro"...
A tal proposito, sono totalmente in accordo con il commento di MChiara56a, relativo all'utilizzo delle tecnologie e dei videogiochi, e all'importanza dello studio tradizionale. Mi piacerebbe che gli studenti moderni potessero sì utilizzare le nuove tecnologie per lo studio, ma solo dopo aver affrontato lo studio e le attività di ricerca con le metodiche tradizionali.
Sono un grande appassionato di giochi, qualunque essi siano, e sono convinto che essi possono rappresentare un buon materiale di partenza da utilizzare per fini educativi. Il tutto ovviamente se ben gestito e ben controllato. Non si può affidare completamente al gioco un ruolo così importante. Ovvio quindi che un eccessivo utilizzo di tali stumenti non può far altro che peggiorare il processo d'apprendimento.
Considerare la rete come un nuovo ambiente educativo è d'obbligo oggi. Ma non è facile. C'è chi, come è, è un pò reticente alle nuove tecnologie. Credo che bisogna considerare il virtuale come qualcosa che aggiunge e non che toglie. Mi sembra di non aver mai giocato ad un videogioco, forse ci ho provato e poi ho lasciato perdere. Non mi piace quando i miei nipoti si incantano davanti alla play station. Ci sono videogiochi che propongono modelli aggressivi, dove ci si identifica con personaggi violenti. Ma ho capito che videogioco non è solo questo. Navigando su internet ho letto che non vanno più di moda i videogiochi in cui per vincere bisogna ammazzare tutti i nemici e sparare di continuo. Ci sono quelli in cui si gioca a scoprire i sentimenti, a mettersi in relazione, quelli finalizzati all'educazione alla legalità o al consumo critico dell'energia e al risparmio delle risorse ambientali (per citarne solo alcuni). Il videogioco può essere uno strumento di socializazione, uno strumento di apprendimento in cui vi è la possibilità di interagire durante la comunicazione. Mi hanno colpito i giochi, che ha fatto vedere il prof in aula, per bambini con difficoltà. E' assodato, quindi, che i videogiochi possono essere uno strumento utile. Ovviamente dipende dall'uso che se ne fa.
Io di videogiochi non ho mai capito nulla, ma ho mio fratello che ora ha 19 anni e che da anni passa parte del suo tempo al pc. Non nascondo che lui è anni luce avanti a me in fatto di pc...non so se sia questione di passione oppure di capacità, ma di certo è anche una questione di generazione:i ragazzi di oggi sono quasi tutti esperti nell'uso del pc, soprattutto per quel che riguarda i videogiochi e la creazione/modifica di materiale come video o altro. Io ho provato qualche volta a "guidare" le automobili al pc, ma ero un disastro: mi sembrava di non riuscire a far fare alle mie dita quello che il mio cervello voleva! E così, le povere automobili si prendervano solo un sacco di ammaccature!
Non ho alcuna esperienza diretta di videogiochi e second life ma più o meno sò di cosa stiamo parlando, e francamente non riesco a trovare alcun nesso tra questi strumenti e la didattica per ora...per il futuro non sò
Secondo me il mondo del gioco virtuale non sempre può considerarsi utile.Io che sono un'esperto dell'attività motoria promuovo il gioco in/e movimento come una delle fonti primarie di apprendimento per i miei alunni.Il gioco virtuale secondo me impigrisce la persona e la disabitua al sano movimento, che è fonte di benessere psico-fisico..Quindi uso illimitato di giochi virtuali e più giochi reali.
Una delle cause dell'obesità infantile è l'ipocineticità,ovvero il poco movimento..commentate sul mio blog www.saniebellisempre@blogspot.com grazie!!!
Non ho mai personalmente giocato a second life ma mi è capitato di osservare una volta una persona che si accaniva a seguire indicazioni da una pedana che gli suggeriva i movimenti da fare e lo guardavo molto divertita.Sono favorevole all'utilizzo di videogiochi in contesti di apprendimento come alternativa da affiancare ai metodi tradizionali: se è possibile imparare o potenziare le proprie capacità intelletiive giocando e divertendosi....perchè non farlo!!!! La cosa importante è che tutto ciò avvenga nei limiti e che non diventi un'ossessione perchè mi è capitato di osservare bambini ma anche adulti trascorrere il loro tempo davanti al pc, playstation o Nintendo in maniera spropositata. Mi chiedo però se sia davvero realistico e sempre realizzabile associare un momento ludico ad un contesto di apprendimento:se si chiede ad esempio ad un bimbo di scegliere fra un gioco comune ed uno dove debba magari contare, applicarsi davvero mentalmente secondo voi quale sceglie?
Le novità mi attraggono molto e appena ho saputo di second life ho creato il mio avatar. Volare era simpatico e mi piaceva l’idea che fosse un mondo virtuale abitato e che fossero riprodotte tutte le pratiche della vita reale (locali, mercati, centri di incontro, sedi di partiti politici, ecc.), così ho comprato anche una guida in italiano perché le indicazioni in inglese erano un “tantino” complicate. Pessimo acquisto, non ha risolto i miei dubbi! Ha ragione il professore, se si deve comprare una guida per un gioco, c’è qualcosa che non va! Dopo un po’ mi sono resa conto che per entrare a pieno nel gioco era necessario passare intere giornate al computer solo per capirci qualcosa o per caricare una pagina (il programma è pesantissimo!)… così il mio interesse si è di molto affievolito. In generale, penso che l’esperienza dei giochi virtuali deve essere fatta, sopratutto da un docente che ha a che fare ogni giorno con ragazzi golosi di novità, in primis per rimanere al passo con i tempi (questi giochi nascondono spesso cambiamenti socio ed economico-culturali) e poi per mostrare/dimostrare ai ragazzi che non siamo poi così distanti dal loro mondo e siamo a favore delle novità (“loro cibo quotidiano”) o quantomeno della loro sperimentazione.
non ho molta dimestichezza con i videogiochi, mi cimentavo da piccola ma puntulmente mi scoraggiavo in quanto mia sorella, di un anno più grande, era insuperabile e mi umiliava con le sue irraguingibili prestazioni, a quell' età non avevo ancora imparato ad accettare la sconfitta!in seguito non mi sono più applicata,perchè mi sentivo poco portata,sapete bene che la motivazione nasce dai successi precedenti ed io davvero non ne avevo mai ottenuti! oggi, per farmi sentire più vicina ai miei alunni gioco o faccio finta! penso che se noi insegnanti volessimo entrare davvero nel mondo dei nostri alunni sarebbe nostro dovere almeno informaci sui videogiochi che utilizzano, se imparassimo a giocare come loro e con loro guadagnerremmo un pò di stima in più e ci sentirebbero più vicini al loro mondo,però credo che il videogioco vada usato con estrema moderazione, spesso l'utilizzo esagerato potrebbe essere alienante! avevo un alunno di nome andrea, era in terza elementare, aveva dei grandissimi occhi blu ma non riusciva mai a guardare negli occhi le persone con le quali si relazionava,anzi sfuggiva a tutti gli sgaurdi, che grande spreco! il bambino aveva dei seri problemi nella vita di relazione ed utilizzava in maniera smisurata il suo ds, che rappresentava l'unico amico con il quale riusciva a relazionarsi e che riusciva a guardare negli occhi!videogiochi si, tecnologia si, ma con moderazione,alternandoli con i sani giochi,magari arricchiti, che ci hanno tramandato i nostri genitori. Per quanto riguarda second life, ne ho sentito parlare su radio 24 un pò di tempo fa, penso che sia una maniera di fuggire dalla propria vita quotidiana e credo anche che ci sia un investimento di tempo non indifferente e davvero non ne ho!! mi cimenterò quando andrò in pensione.....
Con colpevole ritardo (ho avuto problemi di connessione) vorrei parlare di un programma che permette di creare semplici giochi ai non esperti di programmazione. Si tratta di RPGMaker 2000, un simpatico programma che in poco tempo permette di creare giochi di ruolo alla giapponese. Se conoscete la serie Final Fantasy avrete capito di cosa parlo. Ebbene, in cosa questo programma può essere utile in ambito didattico? Semplice: immaginate che lo studente possa vivere in prima persona capolavori come l'Orlando Furioso o la Divina Commedia... il resto viene da sè. Comunque sia il programma è freeware, nel senso che è distribuibile e scaricabile gratuitamente. Ma attenzione: altre versioni dello stesso programma non lo sono! Quello freeware è il solo "RPG Maker 2000". Qui sotto porto alcuni link utili:
http://rpgmakerworld.altervista.org/rpg%20maker%202000.html
http://www.rpgmaker2000.it/
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