mercoledì 9 luglio 2008

C’hamma a fa? Avete suggerimenti e proposte?

“difficilmente uno otterrà la conoscenza attraverso la spiegazione di un altro”
Takuan Soho

Ho ripensato molto in questi giorni agli interventi di Mirko e Carmela (pensavo che questo laboratorio fosse una “cosa passiva”). Dal mio punto di vista le loro osservazioni sono di grande importanza. Vorrei riprendere alcuni aspetti di quanto ho avuto modo di esprimere in presenza nell’ultimo incontro. I partecipanti di questo laboratorio hanno, sulla base dello loro stesse dichiarazioni, competenze didattiche, informatiche e disciplinari decisamente eterogenee. Ciò potrebbe giustificare il comprensibile scontento sia chi si trova di fronte al “troppo” sia di chi si trova di fronte al “troppo poco”. Vorrei però capovolgere la prospettiva a costo di essere retorico. Se di fronte ad un gruppo di cento persone posso con una lezione tradizionale andare solo alla precaria ricerca di una sempre incerta via di mezzo, nelle attività dei gruppi di progetto, a cui offro il mio supporto, le diversità di competenze, per dirla con termini usurati, possono essere una risorsa. Ciò ovviamente implica una disponibilità al coinvolgimento che, se non può essere richiesta a termini di legge (fatti salvi gli indispensabili adempimenti per il superamento dell’esame finale), è auspicabile per una serie di motivi che immagino intuibili (ma se volete se ne può discutere…). Non ho idea di quali siano le vostre idee di insegnamento, di scuola e di laboratorio (personalmente non credo all’idea di insegnamento come trasmissione e sono anzi convinto “difficilmente uno otterrà la conoscenza attraverso la spiegazione di un altro”) ma ciò che faccio fatica ad accettare è l’idea di un laboratorio in cui si stia a guardare e ad ascoltare… Sta a me come docente offrire e gestire un percorso, ciò non toglie che margini di negoziazione siano possibili e doverosi.
Ragioniamo così: come avreste organizzato un laboratorio di tecnologie dell’educazione? Quali modifiche, ora ed in questo contesto, ritenete sia possibile apportare? Cosa concretamente può essere cambiato? Siamo a metà del percorso ed aggiustamenti in itinere possono essere fatti… Anche questo è tecnologia dell’istruzione (e valutazione/autovalutazione….). Ci terrei ad avere i vostri i vostri commenti, ma ovviamente inviateli solo se volete...

27 commenti:

Umberto 52 a ha detto...

Andrò controcorrente, rischierò di attirarmi giudizi negativi, ma alla schiettezza non rinuncio. Per me questo laboratrio non si discosta per nulla dagli altri due da me scelti: Progettazione e valutazione didattica del Prof. Mascio e Progettazzione Europea del Prof. Giannandrea. Sempre e soltanto lezioni frontali con l’ausilio di un Pc e di un videoproiettore. Mai e ribadisco mai nel corso di una lezione LABORATORIALE io e miei colleghi siamo stati sollecitati a produrre un qualsivoglia lavoro a cimentarci da soli o in gruppo nella progettazione di un prodotto. Nente di tutto ciò. I lavori DEVONO essere confezionati al di fuori del contesto laboratoriale. E non mi si venga a dire che si è in tanti e i laboratori informatici non sono in grado di ospitarci tutti perché la giustificazione non regge. Basta organizzarsi ed avere le idee chiare. Io intendo il laboratorio in modo diverso. Direi ai miei allievi: ecco alcuni strumenti utili per realizzare qualcosa di innovativo che sappia catalizzare l’attenzione e l’entusiarmo dei vostri futuri alunni e nel contempo sappia mettere voi stessi alla prova senza farvi divenire obsoleti e decrepiti trasmettitori di una conoscenza stereotipata ed inefficace. Datevi da fare e fatemi vedere cosa sapete realizzare. Sono a vostra disposizione per qualche piccola delucidazione in merito all’uso di tali strumenti ben sapendo, io e voi, che solo il continuo e reiterato loro utilizzo, insieme alla abnegazione e alla passione che impiegherete, vi farà veri esperti di tali strumenti. Lavorate e producete. Confrontatevi e arricchitevi vicendevolmente.

FB ha detto...

Che bello! Finalmente qualcuno a cui posso dire in tutta tranquillità (e anche con briciolo di soddifazione!) che non sono d’accordo! E purtroppo non sono neanche in disaccordo su tutto! Lo confesso: sono talvolta sono attirato dalla polemica…per dovere professionale devo contenermi, ma ogni tanto mi tanto mi riesce difficile…
Ragioniamo seriamente: in primo luogo apprezzo l’andare controcorrente e la schiettezza: mi permetto ovviamente di ricambiare. Chiarisco una cosa: non ho idea di come il prof. Mascio ed il prof. Giannandrea lavorino e non mi permetto di giudicare il lavoro altrui senza conoscerlo. Detto questo:
1. dal primo incontro vi ho sollecitati tutti a progettare e a produrre individualmente e in gruppo specificando che progettazione e produzione sono la condizio sine qua non per passare l’esame finale.
2. i prodotti possono essere progettati e confezionati all’interno del laboratorio: non per nulla alcuni gruppi hanno iniziato la loro progettazione proprio all’interno del laboratorio.
3. l’anno scorso ho portato i partecipanti nell’aula multimediale: ma il gruppo era molto più piccolo. Se mi trova un’aula con 100 pc sarò lieto di fare tutto ciò che posso per portarvi. Del resto ho chiesto sin dall’inizio quanti erano i portatili disponibili e ho messo a disposizione il mio per chi volesse utilizzarlo durante il laboratorio (cosa che del resto è avvenuta). Visto che sa certamente organizzarsi meglio di me e ha le idee tanto chiare mi dica pure come concretamente farebbe: sarò lieto di ascoltare le sue preziose indicazioni.
4. Vi ho fornito i seguenti strumenti utili: blog (che vedo con piacere che sta utilizzando), editor html (di cui molti si sono fatti copia), software per la realizzazione di mappe, il software producer per la realizzazione di sincronizzazioni. Vi indicherò/fornirò altri strumenti che starà a voi scegliere come utilizzare.
5. Le lezioni frontali di natura teorica sono state una parte davvero minima del laboratorio.
6. Buona parte degli incontri sono serviti a consulenza individuale e di gruppo su cosa realizzare e su come realizzarlo. Non per nulla uno dei primo post che ho inserito nel blog è proprio relativo ai progetti in cui sono già presenti idee che mi sembrano interessanti (e ringrazio coloro che hanno già inserito i loro post…a proposito: non sono riuscito ad individuare il suo progetto…ma forse mi è sfuggito….).
Chiariti questi punti mi trovo d’accordo con lei su fatto che non bisogna divenire “obsoleti e decrepiti trasmettitori di una conoscenza stereotipata ed inefficace”. Il punto è passare dalle belle dichiarazioni alle proposte operative: le confesso che il blog che stiamo scrivendo non mi sembra particolarmente obsoleto ed inefficace. Per il resto condivido e la prendo in parola: si dia da fare e mi faccia vedere cosa sa realizzare! Sono a sua disposizione (lo sono stato sin dall’inizio del laboratorio per tutti i partecipanti) non solo per “piccole delucidazioni” ma anche per “grandi” delucidazioni che impediscano usi ingenui ed acritici degli strumenti.
Mi permetta una ultima annotazione: sono d’accordo su abnegazione e passione, ma ai miei allievi non direi solo lavorate e producete, confrontatevi e arricchitevi, ma lavoriamo e produciamo, confrontiamoci e arricchiamoci. La differenza dal mio punto di vista non è poca: apprendere ed insegnare non sono, credo, molto distanti.
Aspettando con curiosità il suo progetto ed altri suoi suggerimenti, la ringrazio per l’intervento.

Matteo Ciuffreda ha detto...

Personalmente ritengo che la creatività e la passione per la disciplina insegnata siano fondamentali per un buon insegnante. I libri rappresentano solo la punta dell'iceberg di tutte le metodologie didattiche utilizzabili. L'obbiettivo dell'insegnante dovrebbe essere quello di suscitare interesse nei ragazzi e cercare in loro complicità e desiderio di apprendere. Utopia? Forse, ma siamo in dovere di utilizzare ogni mezzo possibile per riuscire nell'impresa utilizzando creatività, forza di volontà e sopratutto coraggio nello sperimentare l'utilizzo dei mezzi piu' disparati: dalla plastilina al Blog!

Anonimo ha detto...

Ho trovato questo dibattito molto interessante. Anch'io avevo un'altra idea di laboratorio, non di questo in particolare! Comunque con il mio gruppo di lavoro ci stiamo organizzando con portatile e incontri in orari diversi da quelli del laboratorio (non è facile visti i tanti impegni di ognuno di noi e la lontananza reciproca!) per produrre un buon lavoro che sia interessante per gli alunni, ma soprattutto stimolante per noi futuri insegnanti.

Anonimo ha detto...

Anche per questo laboratorio "tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare"...Il "mare" in questione si chiama luglio, periodo caldo e pieno d'esami...non è possibile fare il laboratorio in questo periodo e soprattutto non è pensabile di svolgerlo in un'aula senza aria condizionata. Il "mare" in questione si chiama anche aula non attrezzata a questo tipo di laboratorio...un solo computer per tutti...non è pensabile!!!A si possiamo portare il notebook da casa (connessione a internet compresa)...oppure sotto il bel sole di luglio spostarci nell'aula informatica ad Economia...cosa vogliamo di più dalla vita?!?
Purtroppo mi rendo conto che è tutta l'organizzazione della SSIS Molise che fa acqua da tutte le parti...
Quindi che suggerimenti posso dare se è venuto meno l'interesse per la SSIS in generale?!?!?

MarcoA15 Ciro Nam ha detto...

Leggendo i vostri post con polemiche e contropolemiche non posso che dire ........ "è proprio questo il fine ultimo di questo laboratorio"!!!! L'utilizzo del blog in qualunque modo avvenga è ben accetto.
Benedetta concordo pienamente con te sei un mito!!!

Anonimo ha detto...

A me piace essere pratico. Se molti pensano che questo corso sia una sterile ripetizione di cose già conosciute, bene: si è liberi di poterne scegliere un altro. Però nelle POCHE ore di lezione che il laboratorio offre facciamo in modo di discutere di cose concrete e non di perderci in lunghe polemiche perchè si rischia di danneggiare indirettamente chi come me è un IGNORANTE in materia e da questo corso vuole qualcosa che servirà in futuro.

Anonimo ha detto...

hai proprio ragione, tab! qui non si fa altro che criticare: il sole, il mare, l'aria condizionata...futili argomentazioni per mascherare l'assoluta mancanza di interesse che molti mostrano verso qualsiasi proposta. Lo confesso, molti corsi ssis sono davvero noiosi e si riducono ad offrire sterili nozioni forse poco utili alla pratica dell'insegnamento, ma credo anche che ognuno di noi, con coscienza e maturità, dovrebbe cogliere gli spunti positivi che gli vengono offerti, metterli in pratica e renderli davvero produttivi. Ogni sistema presenta dei falli, ma chi SCEGLIE, volontariamente o perchè costretto dalle contingenze della vita, di vivere in quel sistema dovrebbe adoperarsi per ottimizzarlo il più possibile evitando di mostrare soltanto atteggiamenti critici e distruttivi.

Anonimo ha detto...

sono in perfetta sintonia con gli ultimi due commenti, quello di pasquale82 e quello di silvia1.anche a me viene da chiedere:scusate ma a luglio non avete mai studiato?a luglio non si lavora?
riguardo alla siss , si potrebbe criticare tutto o forse niente giudicheremo quando saremo insegnanti.
al momento il blog non l'ho aperto ma mi sto industriando per crearlo quanto prima.
ritornando al titolo del post:
"C’hamma a fa? Avete suggerimenti e proposte?"
perchè in aula non intavolare dei dibattiti sull'uso della tecnologia nella scuola?

Concetta26b ha detto...

Sono in parte d'accordo con Benedetta... nel senso che mi risulta difficile pensare ad un laboratorio di tecnologie dell'istruzione da realizzarsi in un'aula con pochi PC a disposizione e tantissimi frequentanti. La situazione ideale, a mio avviso, sarebbe questa: un'aula multimediale in cui ognuno di noi abbia la possibilità di sperimentare praticamente, sotto la guida esperta del professore, le tecnologie applicabili all'insegnamento... quindi imparare "facendo" in classe, nelle ore di laboratorio. Ovviamente, dato l'elevato numero di iscritti al corso, questo non è logisticamente possibile... quindi il mio suggerimento è per la segreteria che organizza le attività didattiche: se gli iscritti a questo laboratorio sono tanti, si potrebbe pensare di realizzarlo in più turni, con un max di 20-30 partecipanti per volta... in fondo tutti noi paghiamo tasse ingenti, ed avremmo diritto ad un sevizio migliore! non credete?
Per quanto riguarda suggerimenti specifici per il corso, non ne ho: credo che gli argomenti/le tecnologie trattati/e fino ad ora siano molto interessanti ed utili ai fini dell'insegnamento... sono curiosa di apprenderne altri/e durante le prossime lezioni.

Anonimo ha detto...

Nonostante le difficoltà e la stanchezza e nonostante le mie perplessità iniziali penso che dovremmo cercare di ricavare da questo laboratorio quanto più possibile........ciò di cui discutiamo a lezione potrebbe interessare un pò tutti, esperti e non, in quanto con la tecnologia siamo ormai costretti a fare i conti tutti i giorni. Il problema è che molti neanche ci provano ed è questo il vero "male sottile" una diffusa apatia e noncuranza che contagia e fa spegnere anche i più volenterosi. Quindi, prima di esporre critiche e malesseri, forse dovremmo chiederci quanto del nostro ci stiamo mettendo.........

FB ha detto...

Ringrazio tutti (ed alcuni in modo particolare) per i loro interventi: il blog sta funzionando. I commenti a questo post hanno un valore particolare: si sta valutando il laboratorio nei suoi vari aspetti, dalla proposta formativa del docente al coinvolgimento dei corsisti, dalle questioni organizzative agli strumenti utilizzati. Il punto, e alcuni vostri interventi l’hanno intelligentemente sottolineato, è passare dallo sfogo, per quanto leggittimo e comprensibile, alla proposta.
Ma andiamo con ordine…
Il primo a segnalare la situazione di difficoltà del laboratorio sono stato io. Ricordate il primo incontro, quando dissi che il laboratorio non partiva sotto i migliori auspici? Troppi partecipanti, periodo dell’anno non adeguato (nonostante avessi fatto richiesta di iniziare a marzo), impossibilità di utilizzare l’aula multimediale. Confesso che rimasi stupito dall’assenza di reazioni, anche per questo ho iniziato il blog chiedendo le vostre aspettative…
Sono anni che conduco laboratori come questo. La prima volta alla SSIS di Macerata avevo circa duecento persone: una sola aula non bastava e l’altra era collegata tramite un circuito televisivo. L’orario delle lezioni era dalle 11 alle 14: facevo lezione davanti a panini che gli studenti addentavano alla prima pausa…C’era un solo computer (il mio) e senza collegamento ad internet. Nonostante queste difficoltà ho un bel ricordo e non per questioni di nostalgia: bei dibattiti in aula, prodotti interessanti realizzati dagli studenti ovviamente al di fuori del laboratorio. L’anno scorso alla SSIS del Molise eravamo in un’aula senza collegamento ad internet: gli studenti usando i loro portatili hanno realizzato, utilizzando anche parte dell’orario del laboratorio, buoni prodotti.
Perché racconto tutto questo? Per dire che nonostante sia stato il primo a lamentarmi (e la lamentela è purtroppo nel codice genetico dello spirito italico) lamentarsi non risolve nulla (e comunque chi ne trae giovamento faccia pure: ormai discorsi la cui logica è “la colpa è degli altri” sono atteggiamento comune e lasciano il tempo che trovano). Dal mio punto di vista l’importante è offrivi quanto di meglio so e so fare: è un mio specifico dovere (e comunque questi sono temi che mi affascinano…). Se per insegnare dovessi aspettare di avere condizioni ottimali, non insegnerei mai…ma penso che non valga solo per me (se non troverete la scuola che vi piace, con le attrezzature giuste, vicino casa, con allievi bravi e simpatici, con colleghi cordiali e preparati cosa pensate di fare? Di rinunciare all’insegnamento? O di lamentarvi tutta una vita?).
Tenendo conto delle risorse effettivamente a disposizione (dalla plastilina al blog!) si tratta, per quanto possa essere banale dirlo, di utilizzarle al meglio. E’ un bell’atteggiamento quello di chi si sta organizzando in gruppi di lavoro: sono ovviamente a disposizione per supportarvi. Bella anche l’idea di un dibattito sull’uso delle tecnologie: è sicuramente una attività da realizzare sia in aula sia tramite blog. La mia idea è quella di offrire momenti (facoltativi e ulteriori rispetto alle quaranta ore canoniche) di approfondimento in aula multimediale. In tal senso riprendo il suggerimento di chi per l’anno prossimo suggerisce laboratori per piccoli gruppi (sono assolutamente d’accordo: vanno messi per laboratori come questo dei limiti. Venti , trenta persone mi sembra un buon suggerimento, e comunque sicuramente non cento….Con cento persone non si fa neanche lezione: si fanno conferenze).
L’atteggiamento su cui mi permetto di invitarvi a riflettere (ma non solo per una questione di principio: è anche una tutela dei vostri interessi) è quello di chi sa “ricavare da questo laboratorio quanto più possibile”.
L’intelligenza umana si dimostra risolvendo problemi e realizzando manufatti: il mio appello è alle persone intelligenti. Detto questo, chi si vuole lamentare si lamenti pure: ha comunque il mio rispetto (ma per passare l’esame il mio rispetto non basta…).

benedetta5a ha detto...

...non è mia abitudine essere negativa e criticare per "partito preso"...ma obiettivamente non mi era mai capitato di essere trattata in questo modo. La SSIS non è gratuita e quindi se un servizio lo pago ho imparato che posso e DEVO pretendere una organizzazione efficiente...
Poi è ovvio che, nonostante tutto, continuiamo a frequentare, a studiare e a dare il massimo... ma almeno lasciamoci il diritto di dire che le cose così non vanno

giovannaA50 ha detto...

Non c’è dubbio che ero stressata nello scrivere l’altro commento ma non sto qui a raccontarle i motivi. Certo è che dalla SSIS mi pare che vogliate far uscire dei santi più che degli insegnanti. Mi spiego meglio:
Considerato che io non dovrei insegnare nella scuola dell’obbligo penso che i ragazzi debbano essere motivati di per loro; se nono lo sono e non hanno nessuna voglia di imparare per me possono starsene tranquillamente a fare altro, non necessariamente devono venire a scuola. La scuola, a questi livelli, è di chi VUOLE apprendere. E se chi hai di fronte vuole apprendere non penso siano necessarie chissà quali tecnologie a meno che l’insegnante non le pretenda. Mi va benissimo l’applicazione pratica della teoria delle probabilità ma non la ritengo necessaria ai fini dell’apprendimento della stessa. Voglio dire i ragazzi vanno messi in grado di ragionare da soli, non possiamo noi insegnanti fornirgli tutto su un piatto d’argento, nel tempo libero possono sperimentare su campo tutto ciò che la scuola aggiunge al loro bagaglio ma che si organizzino da soli, che sbaglino da soli perché io correrei il rischio di non portare alla luce dubbi che per me sono superati. Questa è la mia idea di insegnamento.

Pasquale Morea ha detto...

Ho aggiornato il mio blog inserendo un progetto interdisciplinare, nuove foto e didascalie, visitatelo e datemi un vostro parere. Pasquale

Marco24B ha detto...

Quante ctitiche e perplessità!!! Stranamente non venivano fuori quando c'erano i corsi in cui niente si apprendeva e niente si faceva.... La verità è che era una situazione di comodo perchè alla fine, anche se molti non hanno il coraggio di ammetterlo, il vero problema è che non si vuole fare niente o il meno possibile data l'incertezza che ci avvolge. Ma queste critiche sono inutili anche perchè, lo vogliate ammettere o no, state interagendo anche se con stati d'animo diversi e di sicuro non vi lascerà un vuoto come è successo per i corsi passati. Abbiamo la possibiltà di dire ciò che vogliamo ma cerchiamo di essere coerenti con noi stessi e con l'atteggiamento che abbiamo avuto nei corsi passati, perchè lamentarsi solo quando siamo costretti a fare qualcosa, mascherandoci dietro la falsa delusione di un lavoro che non ci dà ciò che ci aspettavamo, è quanto meno infantile ed inutile. Ma del resto siamo Italiani, abituati a fare poco ma bravi a lamentarci di tutto (quando ci conviene)....

Marco24B ha detto...

Quante ctitiche e perplessità!!! Stranamente non venivano fuori quando c'erano i corsi in cui niente si apprendeva e niente si faceva.... La verità è che era una situazione di comodo perchè alla fine, anche se molti non hanno il coraggio di ammetterlo, il vero problema è che non si vuole fare niente o il meno possibile data l'incertezza che ci avvolge. Ma queste critiche sono inutili anche perchè, lo vogliate ammettere o no, state interagendo anche se con stati d'animo diversi e di sicuro non vi lascerà un vuoto come è successo per i corsi passati. Abbiamo la possibiltà di dire ciò che vogliamo ma cerchiamo di essere coerenti con noi stessi e con l'atteggiamento che abbiamo avuto nei corsi passati, perchè lamentarsi solo quando siamo costretti a fare qualcosa, mascherandoci dietro la falsa delusione di un lavoro che non ci dà ciò che ci aspettavamo, è quanto meno infantile ed inutile. Ma del resto siamo Italiani, abituati a fare poco ma bravi a lamentarci di tutto (quando ci conviene)....

Anonimo ha detto...

Sin dai primordi, il nostro laboratorio proponeva problematiche (mi riferisco principalmente alla mancata possibilità di utilizzo di un'aula multimediale che permettesse a tutti i corsisti, senza nessuno escluso, di interagire con una propria, autonoma unità strumentale), che ci si proponeva di risolvere all'unanimità e con coscienza, confidando sia nella preparazione e nelle competenze del prof. (che sicuramente non avrebbe deluso le nostre aspettative) sia nella nostra buona volontà ad apprendere. Posto l'apprendimento quale punto di arrivo del corso, devo dire che, nonostante i buoni auspici, allo stato dell'arte non mi sento più capace di quanto fossi in partenza. Tuttavia, io sono una di quelle che non ha ancora impostato il suo lavoro (condizione necessaria e sufficiente a far propria la capacità di utilizzo di tutti gli strumenti che ci sono stati trasmessi dal prof. durante le lezioni frontali). Non a caso, sembra che il 90% dell'apprendimento derivi proprio dal "fare", quindi...non ci resta che "mettere in pratica" e verificare quanto e come abbiamo appreso.

Pasquale Morea ha detto...

Ho un nuovo blog di gruppo,http://doping-no-grazie.blogspot.com/ alla luce di quanto è successo al tour de France mi sembrava giusto,intervenire in tal senso.

Az ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Matteo Ciuffreda ha detto...

L'originalità di alcuni lavori rischia di banalizzarsi in un un tristissimo lavoro di copia-ruba-incolla. Le capacità e le abilità di un insegnante non dovrebbero limitarsi solamente alla perfetta conoscenza (magari mnemonica) del testo scolastico, ma alla creazione del difficile rapporto insegnante-alunno che infonde nell'alunno la motivazione. Senza di questa vi è soltanto trasmissione di dati che, prima o poi, verranno inesorabilmente cancellati.

Az ha detto...

Bravo Matteo...
mi hai tolto le parole di bocca!!!
Ti invito a parlarne su 029030.blogspot.com...
credo ci sia molto da dire a rigurdo...

Az ha detto...

Innanzi tutto perdonatemi se ho cancellato un mio commento...è la dimostrazione che i commenti si possono cancellare anche se qualcuno sostiene il contrario...
è che con il senno del poi, ci si rende conto che non ne vale la pena!
E' vergognoso vedere dei comportamenti simili da adulti che dovrebbero "INSEGNARE" ai nostri figli!
Prima di insegnar loro le declinazioni di latino, i logaritmi, o la fase di volo del salto in alto, dovremmo essere un punto di riferimento per le nuove generazioni, insegnar loro a convivere civilmente, ad aiutarsi quando ce nè bisogno, a rispettarsi tra di loro...
Ma come possiamo esserlo se cerchiamo di "fotterci" ( il Prof. mi passi il termine) l'un l'altro pur di APPARIRE come I PIU' BRAVI DELLA CLASSE?
Sinceramente...non ho affatto gradito ritrovare un lavoro fatto insieme ad altre persone pubblicato su internet senza esser stata interpellata (e come me credo anche gli altri del gruppo) e soprattutto vederlo in parte modificato!

Anonimo ha detto...

salve a tutti,
dare suggerimenti o fare proposte in questa fase penso sia irrilevante,
le condizioni iniziali del laboratorio erano chiare: luglio, caldo, stanchezza, numero "partecipanti"...insomma chi più ne ha più ne metta
comunque siamo agli sgoccioli e penso che chi ha voluto prendere qualche spunto ne ha avuto la possibilità, anche se fino al 18 la maggior parte di noi era presa da altro
comunque penso che le persone che si lamentano non sono il massimo, anche se i motivi per lamentarsi sarebbero tanti
e allora invece di dire sempre quello che non va lanciamoci una sfida CERCHIAMO DEI BUONI MOTIVI PER NON LAMENTARCI
io dico la mia:"siamo alla fine, tra una settimana tutti al mare!!!
non vi sembra un buon motivo per rallegrarsi?
a voi i prossimi motivi per non lamentarsi
A PRESTO
Mery

Anonimo ha detto...

Tutto quello che è stato fatto per
me è stata comunque una novità confido dunque nel prof.veronica17-1

Anonimo ha detto...

Secondo me il prof avrebbe dovuto comunicare in segreteria un numero massimo di partecipanti a questo laboratorio per poter utilizzare ogni volta l'aula multimediale e "fare" effettivamente durante le ore laboratoriali. Così invece abbiamo dovuto fare tutto a casa, non senza tante difficoltà per chi come me non conosce bene i metodi di utilizzo del computer, oltretutto in periodo di esami.

Anonimo ha detto...

professore,essendo io una sprovveduta in materia di computer e tecnologie,non mi permetterei di cambiare nulla di questo laboratorio...forse la temperatura troppo elevata in aula, faceva un caldo pazzesco e spesso,non le nascondo, ho avuto il desiderio che tutto finisse per fuggire in montagna,dove avrei lavorato come guida, ma non perchè non fosse interessante...per l'insopportabile caldo!